Il tema della attuale decadenza della nostra società nel concept - album viene sviluppato attraverso sei brani, e due di questi, molto lunghi, sono suddivisi in altre sei parti ( ho notato casualmente che il numero sei ricorre per ben tre volte in questo lavoro, giuro che questo è dovuto a una pura coincidenza, e che questa cosa non ha niente a che fare con l' esoterismo e altre cose del genere, tanto per essere chiari: il sottoscritto è cristiano credente. ).
Symphony for a new world, il brano che apre il concept, è un brano di musica contemporanea con una struttura di tipo sinfonico molto complessa, ed è suddiviso in sei parti, la magggior parte di queste utilizzanti delle sonorità di strumenti ad arco, unite a delle strutture di suoni analogici utilizzanti la sintesi in FM, che si fondono in una bellissima sonorità, molto accattivante, arrivando il tutto in certe parti ad essere molto toccante, a volte addirittura struggente.
L' intero brano vuole rappresentare al tempo stesso, il nostro mondo e l' uomo odierno, perso in una sterile corsa verso un effimero appagamento di se stesso dato dall' illusione che la tecnologia possa sopperire ai valori umani ( Homo tecnolugicus, The human race ), il mondo che invece ognuno di noi desidererebbe e potrebbe avere se fin dall' inizio tutto fosse stato strutturato e concepito in maniera diversa ( The garden of Eden, Elevation of soul ), e l' eterna speranza delle genti in un mondo migliore, libero da tutti i mali e le angosce che lo affliggono ( The human hope ).
Il brano successivo, Age of decadence, anche questo suddiviso in sei parti, realizzato utilizzando esclusivamente suoni analogici e caratterizzato da una struttura che ha una base in levare su se stessa e praticamente su giro continuo, con molte sovrapposizioni sonore che si evolvono sopra di essa e si integrano con la stessa base, è un brano dalle sonorità molto cupe e drammatiche, a tratti veramente angoscianti, che rappresenta la decadenza dell' epoca attuale, stretta in una morsa angociante fatta di continue guerre, sciagure, mancanza di valori, falsità ed ipocrisia, e generale prevalenza del male sul bene.
Tutto si evolve da un arrivo della presa di coscenza da parte dell' umanità della rovina a cui sta andando incontro ( The came - Human decadence - Intimate sadness ), al progressivo degrado umano e all' olocausto finale dovuto alla stessa follia umana ( Radioactive winds - Spectral landscape ), fino ad arrivare alla totale corrosione mentale dei superstiti, dovuta alla consapevolezza di dover vivere in un mondo completamente morto ( Minds in distress ).
Il terzo brano, Nostalgical times, ci riporta ai giorni nostri, e vuole descrivere l' intima nostalgia che provano attualmente quelle persone, che, come me, non sono vecchie, ma ormai hanno raggiunto una certa età, ripensando a un mondo che non esiste più, in cui tutto era più vero, più a misura d' uomo, con dei valori e delle speranze concrete.
E' un brano con una struttura abbastanza classica, parlando di musica new age, caratterizzato da sonorità dolci e malinconiche.
Il quarto brano, The temple of darkness, suddiviso in due parti ( The winds of darkness - The temple ), è un brano costruito per gran parte su di un' antico brano di musica medioevale riarrangiato, che, nel contesto, sta a rappresentare l' antico ed onnipresente regno del male, dell' oscurità, rappresentato iconograficamente, anche nella copertina del disco, da un antico lapidarium romano, che non ha spazio nè tempo, nè collocazione fissa, che vaga perpetuamente nel mondo comparendo vicino e accogliendo su di se chi ha, per qualche motivo, più o meno consapevolmente dedicato la sua persona e la sua anima alla disperazione del male e ai suoi oscuri, tetri piaceri.
Arrivando così in seguito al quinto brano, For a sad Girl, per una ragazza triste, che ci porta, attraverso la parte vocale recitata da me personalmente, direttamente nella realtà quotidiana della disperazione di una ragazza, angosciata e depressa dal vuoto opprimente che la circonda, che ha trovato rifugio e una macabra consolazione nel piacere autolesionista, perdendosi completamente in quest' ultimo, ultima cosa rimastale nella sua triste vita.
Conclude l' opera World in decadence, che riprende, nella sua struttura, il tema musicale portante di Age of decadence, e lo evolve nella sua sintesi finale, caricandolo di una perpetualità evocativa, evidenziando in tal modo il senso di angosciosa impotenza dell' umanità di fermare, di invertire il costante degrado che la affligge, e che la porterà all' inevitabile collasso, mentre tutto quanto intorno a noi, come la musica del brano nella parte finale, un pò alla volta muore, scompare.
Diego Benetti