Lo confesso, era da parecchio tempo che desideravo creare un album che raccogliesse alcuni dei miei brani preferiti di musica classica, ed ora, finalmente, dopo anni di studio delle partiture e di ricerca sulla simulazione elettronica degli strumenti acustici, in particolare del pianoforte e degli strumenti ad arco, sono riuscito a realizzare, senza falsa modestia, questo stupendo album, questa piccola meraviglia, dedicata alla musica impressionista, neoclassica e modernista della fine del 1800 e la prima metà del 1900.
A labor of love, un lavoro d'amore, non esiste un titolo più consono per questo album: quattro capolavori immortali di quattro tra i più grandi compositori di tutti i tempi, quattro brani che amo da sempre con tutto me stesso, quattro capolavori che ora, dopo tanto amore ed impegno, ho avuto la capacità tecnica di eseguire in tutta la loro originale infinita bellezza, delicatezza e suggestione, interpretandoli attraverso il mio amore, la mia anima, la mia passione, in un risultato finale che definisco semplicemente meraviglioso, e di cui giustamente vado fiero ed orgoglioso.
In questo album, i suoni utilizzati per la registrazione dei brani hanno toccato dei livelli mai raggiunti finora in termini di qualità della simulazione elettronica del suono degli strumenti acustici, e cioè del pianoforte a coda e degli strumenti ad arco, questo grazie a un lungo e paziente lavoro di programmazione di due ottimi sintetizzatori, e più precisamente, per quanto riguarda i suoni di pianoforte, ad una particolare implementazione di suoni da me elaborati, che ho chiamato Virtual Grand Piano, effettuata sul Korg M1V, sintetizzatore ad algoritmi che comunque ha già come impostazione di fabbrica degli ottimi suoni di pianoforte, mentre per quanto riguarda i suoni degli strumenti ad arco mi sono affidato all'ottimo AAS String Studio VS-1, unità di sintesi virtuale dedicata alla simulazione elettronica degli strumenti acustici a corda e ad arco. Il risultato finale, è di una qualità veramente impressionante, sia a livello di suoni, sia come qualità complessiva della registrazione, come tutti potrete subito notare ascoltando il brano in mp3 tratto dall'album, brano che potete scaricare cliccando sul relativo link presente più sotto in questa pagina.
Il primo brano dell'album è la bellissima Eclogue for piano and strings di Gerald Finzi (1901–1956), compositore inglese ingiustamente poco noto, la cui produzione molto varia ed eterogenea, tutta comunque di grandissima qualità (ha composto 40 opere, tra cui concerti per violino, per violoncello e per clarinetto, inoltre ha musicato poemi di autori come Thomas Hardy e Christina Rossetti, composto cantate, pubblicato musica tradizionale inglese ed opere di compositori dimenticati come William Boyce, Richard Capel Bond, John Garth, Richard Mudge, John Stanley e Charles Wesley, e molto altro ancora) ha sempre goduto di un suo particolare stile musicale personale. In questa sua meravigliosa Eclogue, sono evidenti le influenze impressioniste e romantiche degli autori impressionisti della prima metà del 900, come Ravel e Debussy, ed è un brano molto intimo, romantico e sentimentale, permeato da una vena di struggente, malinconica tristezza. Nella mia interpretazione personale di questo brano, mi sono permesso di spostare di due semitoni sotto la tonalità della partitura originale, questo perchè, a mio modesto avviso, le caratteristiche armoniche e quindi l'intera atmosfera del brano vengono maggiormente esaltate.
Il secondo brano, Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel (1875-1937), famosissimo compositore e pianista francese, è una suite di sei brani: Prélude, Fugue, Forlane, Rigaudon, Menuet, Toccata. Inizialmente composta solo per pianoforte, fu iniziata nel 1914, interrotta durante la prima guerra mondiale, per essere infine completata nel 1917, fu successivamente orchestrata nel 1919 dallo stesso Ravel. La suite è dedicata a François Couperin "le Grand", il più importante membro di una grande famiglia di compositori organisti e clavicembalisti francesi del XVII-XVIII secolo, ma, come disse in seguito lo stesso Ravel, l'omaggio era rivolto non tanto al solo Couperin quanto all'intera musica francese del secolo XVIII. In ricordo del periodo trascorso al fronte, Ravel dedicò ciascun brano della suite alla memoria di un suo compagno morto in combattimento.
Il terzo brano, ovvero la Suite Bergamasque di Claude Debussy (1862-1918), altro famosissimo compositore e pianista francese, è, come dice il titolo, una suite composta da quattro brani: Prélude, Menuet, Clair de lune, Passepied, che fu composta nel 1890-92, quando Debussy è ancora sconosciuto ed è costretto a vendere per pochi soldi le sue creazioni agli editori. Tuttavia, in seguito Debussy rielabora la sua composizione giovanile e la fa pubblicare da un altro editore nel 1905, quando è ormai un autore affermato. Il titolo apparentemente strano della suite deriva dalla poesia di Paul Verlaine che apre la raccolta intitolata "Fêtes galantes" e che si intitola, guarda caso, proprio "Clair de Lune", come il brano centrale della suite, uno dei brani più famosi ed amati della musica di tutti i tempi. Ma "Bergamasca" è anche una antica danza del cinque/seicento, e Bergamo è la città delle due maschere Arlecchino e Brighella, le quali subito richiamano alla mente la commedia dell'arte italiana del '700: ed ecco ricrearsi l'atmosfera del quadro antico, settecentesco e barocco, atmosfera a cui si ispira Debussy per questa suite. La Suite stessa è una forma musicale antica, molto usata dai clavicembalisti francesi del '700 come Rameau e Couperin: la moderna reazione al romanticismo tedesco dell'800, per Debussy, come per Ravel, passa attraverso la riscoperta del passato, dell'antica tradizione musicale francese.
Nella mia interpretazione personale di queste due suite per pianforte, ho sovrapposto alla partitura originale delle strutture di archi che seguono l'andamento armonico delle parti di pianoforte senza minimamente stravolgerle, ma anzi realizzando un'insieme molto suggestivo ed interessante sia dal punto di vista della sperimentazione che del piacere dell'ascolto.
Il quarto ed ultimo brano dell'album, è la bellissima ed originale raccolta Trois Gnossiennes di Erik Satie (1866-1925), altro compositore e pianista francese molto famoso, sia per la sua musica modernista ed estremamente innovativa per l'epoca ( in pratica, fu uno dei primi musicisti a dedicarsi alla sperimentazione sui suoni, e quindi, alla musica sperimentale, inserendo in alcune sue composizioni suoni di sirene, di macchine da scrivere ed altri effetti sonori, ed inventò anche la tecnica del piano preparato, ovvero quella tecnica che permette di variare il suono e la timbrica dello strumento inserendo degli oggetti nella cassa armonica. Inoltre, fu uno dei primi a sviluppare il concetto di musica minimalista ), sia per i suoi comportamenti stravaganti ed originali, spesso messi in evidenza dalla stampa dell'epoca. Dal 1887, cioè da quando aveva solo 21 anni, si interessò anche alla teosofia e al movimento della Rosa+Croce, affascinato dal profondo misticismo che ne emanava, nonché dalla figura del suo capo e "sacerdote", Josephin Peladan. Per quanto riguarda le "Trois Gnossiennes", è evidente come già nel titolo (difficilmente decifrabile da parte dei profani e perciò spesso definito "strano") sia facilmente rintracciabile la radice etimologica della parola greca γνωσις = conoscenza. Le tre brevi composizioni esprimono in modo del tutto originale e personale, ma sinceramente convinto, di accostarsi alla conoscenza e di percorrerne il cammino attraverso la musica. Le didascalie sulla partitura che accompagnano i pezzi, poi, non fanno che confermare tale tesi; esse infatti vanno chiaramente interpretate in chiave esoterica: "Domande" - "Interrogandosi ed interrogando" - "Passo dopo passo" - "Spingendosi sempre più lontano" - "Soli con se stessi", ecc. Spesso la stessa frase musicale viene ripetuta due volte; in tal caso, la prima frase proposta porta la dicitura "Con orgoglio" e l'indicazione dinamica di "forte", mentre la seconda porta la significativa dicitura "Con grande umiltà" e l'indicazione dinamica di "piano". Il ritmo prevalentemente quaternario delle composizioni simboleggia i 4 elementi della materia, dalla quale bisogna alchemicamente evolvere, mentre le scale usate sono di chiara provenienza orientale.
Tutto questo è espresso nello stile musicale tipico di Satie, disimpegnato ed originale, antitradizionalista e spregiudicato, venato ora di sottile umorismo, ora di nostalgica malinconia.
Da notare ancora che in questi pezzi non è segnata alcuna indicazione di tempo, né le battute; compare soltanto all'inizio, un'indicazione orientativa, come "Lento", "Andante" o "Grave". È quindi compito dell'esecutore intuirne ed interpretarne l'andamento agogico.
Diego Benetti
DIEGO BENETTI - A LABOR OF LOVE
1 - ECLOGUE FOR PIANO AND STRINGS (G. Finzi) 12:12
2 - LE TOMBEAU DE CUPERIN (M. Ravel) 26:56
3 - SUITE BERGAMASQUE (C. Debussy) 17:35
4 - TROIS GNOSSIENNES (E. Satie) 8:40
N° Catalogo: DBHRS-DBCD0009
All music of this album is arranged and performed by Diego Benetti.
In this album, Diego Benetti play: Korg M1V Virtual Grand Piano, AAS String Studio VS-1.
All tracks recorded and mixed at the DB Home Recording Studio, from January to April 2010.
Sound engineer and keyboards programming: Diego Benetti.
Photo and cover concept: Diego Benetti.
P & C 2010 - Diego Benetti - All rights reserved - Tutti i diritti riservati.
Brano di questo album scaricabile gratuitamente: Enclogue for piano and strings (G. Finzi)
Durata: 12:12 - Dimensione file: 11,1 mb
Ecco un brano in formato mp3 tratto da "A LABOR OF LOVE" che potete scaricare gratuitamente per vostro esclusivo ascolto personale. Si tenga presente che la qualità audio di questo file non rispecchia assolutamente l'elevata qualità audio dei brani del CD originale.
Si ricorda inoltre che l'intera opera, e quindi anche il brano scaricabile sopra citato sono coperti da diritto di autore, e sono quindi protetti dalle leggi internazionali sul copyright.


DIEGO BENETTI
A LABOR OF LOVE