La mia passione per la musica è nata tantissimi anni fà, praticamente è nata con me, è una mia predisposizione naturale.
Infatti, già in tenera età, ero piacevolmente attratto ed entusiasmato da tutto ciò che il mio fratello maggiore, quattordici anni più di me, anche lui grande appassionato di musica, e già allora buon chitarrista, mi faceva sentire, sia con la chitarra, elettrica ed acustica, che con i suoi dischi e il registratore a bobine di casa.
Se aggiungiamo anche un padre appassionato di lirica, penso fosse inevitabile il fatto che fin da piccolo avrei sviluppato una vera e propria passione per la musica.
Pensate che già a cinque anni sapevo utilizzare il registratore a bobine, un Selonix, mono con nastro da 1/4 di pollice ( all' epoca, siamo nel 1967, era un buon apparecchio di livello semiprofessionale ), e già da allora, e per il resto degli anni sessanta, ascoltavo i Cream, i Beatles, i Jefferson Airplane ed i Pink Floyd, Jimi Hendrix e tanti altri, ma anche Bach, Vivaldi ed Albinoni, e anche qualche overture o romanza di Puccini, di Verdi o di Rossini.
Nei mitici anni settanta, mi deliziavo con ogni ben di Dio che allora l' epoca offriva ad ogni vero appassionato di musica, ovvero con l' hard rock dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, con il progressive rock degli Emerson Lake & Palmer, dei Genesis, dei Yethro Tull, degli Yes, dei Van Der Graaf Generator e dei Gentle Giant, con il progressivo italiano della PFM, delle Orme, del Banco del mutuo soccorso, ma anche con Battisti e con i vari cantautori italiani come De Andrè o Guccini, con il jazz - rock dei King Crimson o dei Soft Machine con il folk celtico di Alan Stivell o dei Pentangle, con la musica elettronico - sperimentale dei primi Tangerine Dream, di Klaus Shulze, con i lavori di Mike Oldfield, e con tantissimi altri grandi della musica di quei tempi.
Ricordo che quando andavo insieme a mio fratello in un negozio di dischi per comprarci qualche LP, non sapevamo mai cosa prendere, tanto era il materiale estremamente interessante che veniva prodotto a quel tempo, in special modo dal 1970 al 1975: ogni volta, se avessimo potuto, ci saremmo comperati l' intero negozio! :-)
Era veramente dura scegliere un paio di dischi ( tutto quello che le nostre scarse finanze permettevano ) tra le centinaia di titoli che ci facevano l' occhiolino dagli scaffali, uno più interessante dell' altro.
Tutta un' altra epoca, tutti altri tempi.
Adesso, guardando le vetrine dei negozi di dischi, si viene letteralmente presi dallo sgomento e dallo sconforto constatando quanto in basso è sceso il livello qualitativo generale della musica che viene oggi prodotta ed offerta a prezzi assurdi dalle case discografiche, come queste abbiano ridotto il mercato discografico, in anni e anni di politiche assolutamente sbagliate, e si viene colti irrimediabilmente dalla nostalgia per quei meravigliosi anni 60' - 70'.
Negli anni settanta, cominciai anche ad entrare a far parte di qualche gruppo rock locale come cantante, occasionalmente anche come cantante - bassista, inizialmente assieme a mio fratello, poi, da solo.
Ricordo, non senza un pizzico di nostalgia, le interminabili session di prova con tutta una serie di gruppi ( di alcuni non ricordo più nemmeno il nome ), nei posti più assurdi: cantine, garages, case disabitate, vecchie scuole, e perfino un cinema - teatro dismesso!
E i primi concerti: quanta passione, voglia di fare, entusiasmo, avevamo tutti noi, e avevano in generale i giovani in quei anni!
Non si aveva niente, la strumentazione era ridotta all' osso, si suonava con vecchi amplificatori comprati usati od affittati, idem per le chitarre, i bassi, le tastiere, le batterie.
Spesso, nei concerti, si suonava senza impianto voci, la batteria non era amplificata, e la voce veniva amplificata da un vecchio ampli, di quelli che allora venivano usati per le fisarmoniche o per le tastiere, i vari "cassettoni" FBT, Ranger, Montarbo a valvole o a transistors, che qualcuno di voi che ha la mia età sicuramente ricorderà: veri strumenti di tortura per le povere orecchie nostre e di chi ci ascoltava, in quanto grandi, pesanti, ma poco potenti, e quindi in perenne stato di saturazione durante tutta l' esibizione del gruppo, soprattutto se il gruppo si esibiva all' aperto.
L' impianto voci allora era un vero e proprio lusso, che solo i professionisti, o giù di lì, potevano permettersi.
Negli anni ottanta, esattamente nel 1983, entrai a far parte, sempre come cantante, in un gruppo metal vicentino, che all' epoca si chiamava CAPTAIN KILL, da cui, poi, sarebbero nati gli XIPE, gruppo italiano epic metal che, dal 1984 al 1988, riscosse molti consensi sia di pubblico che di critica, questo anche all' estero.
Se volete saperne di più sugli XIPE, vi invito a visitare il relativo sito storico, che io stesso ho creato per raccogliere tutto il materiale che ho a disposizione relativo a questo gruppo, che ha rappresentato una tappa molto importante nella mia vita di musicista.
Terminato nel 1988 il periodo metal con lo scioglimento degli XIPE, dopo un breve periodo trascorso con un gruppo rock che, in quel periodo proponeva principalmente cover degli Scorpions, dei Rush, dei Black Sabbath, che si chiamava ALBANOX, e dopo un periodo di inattività musicale durato qualche anno, smisi le vesti del cantante rock, per dedicarmi, sempre musicalmente parlando, interamente alle tastiere e alla musica elettronica, altra mia vecchia grande passione.
Trovai una mia dimensione musicale nella, in quei anni, nascente New Age, elaborando un mio particolare stile personale, che fonde assieme romantiche e rilassanti atmosfere New Age elettroniche con la sperimentazione elettronica su vari livelli, con un pizzico di stile elettronico - sperimentale anni settanta, tipo primi Tangerine Dream e Klaus Schulze.
Da queste prerogative è nato THE DEEP, mio primo lavoro da solista, del 1996, un lavoro di musica elettronica sperimentale molto interessante, che si snoda principalmente sulla sperimentazione a livello di stuttura di suoni combinati e sovrapposti l' uno all' altro, dall' atmosfera a tratti misteriosa, a tratti inquetante.
Dopo qualche mese, iniziai a comporre e a registrare le parti di MEDIOEVAL SUITE, il mio secondo lavoro, veramente molto interessante, caratterizzato da atmosfere mediovali unite alla new age elettronica sperimentale, decisamente più classico, oltre che più immediato all' ascolto, del lavoro precedente.
Anche se avevo completato le registrazioni di MEDIOEVAL SUITE nel Settembre 1996, il lavoro definitivo di masterizzazione fù da me terminato nel 1998.
Nel Marzo 2004, dopo un periodo durato alcuni anni, in cui ho alternato periodi di attività compositiva a periodi in cui, per vari motivi, ho dovuto dedicarmi ad altre cose, ho terminato di comporre e di registare il mio terzo lavoro, dal titolo VITA, PASSIONE E MORTE DI ROSANIA, a mio modesto avviso un' ottimo lavoro, che merita veramente di essere ascoltato con attenzione, come del resto tutta la mia musica, e tutta la musica creata come pura forma d' arte .
E' un concept - album, che descrive in musica la storia di Rosania, una giovane castellana che fù murata viva nel 1258 dal marito in seguito ad adulterio.
Alla fine del mese di luglio 2004, ho completato, dopo molti mesi di intenso lavoro di composizione e di registrazione, il mio quarto CD, anche questo un concept - album, intitolato AGE OF DECADENCE, un lavoro molto intenso, molto personale ed originale, un lavoro veramente di grande spessore, personalmente lo considero un piccolo capolavoro di musica elettronica.
Nell' agosto del 2007 ho terminato, dopo un lungo lavoro di composizione ed adattamento dei brani, le registrazioni del mio quinto CD, JEHANNE, LA FANCIULLA DI LORENA, un concept - album dedicato interamente a Giovanna d' Arco e alle sue straordinarie gesta, un lavoro prevalentemente di musica medioevale molto intenso e profondo, che coinvolge ed emoziona chi lo ascolta, un' altro piccolo capolavoro ed un mio personale, umile omaggio a questo unico e grandissimo personaggio storico.
Troverete una più approfondita e dettagliata descrizione di tutti i miei lavori nella sezione dedicata alla mia discografia personale, sezione che vi invito a leggere.
Voglio concludere questa pagina, citando una frase che uso spesso: " La musica, è la forma d' arte più elevata ed evoluta che esista, ed è la forma d' arte che più di ogni altra rispecchia la vera anima dell' uomo ed il suo tempo."
Un cordiale saluto a tutti voi, grazie per l' attenzione, e buon proseguimento nella vostra lettura del sito con la prossima pagina, in cui vi farò conoscere il mio piccolo studio di registrazione casalingo, e vi spiegherò come realizzo i miei lavori.
Diego Benetti