Anche se, come è mia convinzione, Jehanne D' Arc è un personaggio storico noto praticamente a tutti, dato che ognuno di noi l' ha studiato più o meno approfonditamente sui banchi di scuola, ho ritenuto doveroso ed opportuno inserire qui sotto una sua biografia riportante gli avvenimenti più significativi della sua breve, ma intensa e straordinaria vita.
Siamo nella Francia del 1400, una nazione in quel periodo tormentata da una lunghissima e sanguinosa guerra iniziata molti decenni prima, che vedeva gli Armagnacchi, partigiani del re di Francia, del duca di Orleans e di Bernard d'Armagnac, contrapposti ai Borgognoni, partigiani del duca di Borgogna, alleato con gli inglesi, che miravano all' illecito possesso della corona di Francia, una guerra che in seguito sarà definita "la guerra dei cent'anni", essendo durata più di un secolo, e più precisamente dal 1337 al 1453.
Nella battaglia di Anzicourt del 1415, gli inglesi sconfissero duramente l' esercito francese, che, ormai esausto e sfiduciato, faceva fatica a riprendersi, col risultato che molte città della Francia in seguito caddero una ad una in mano inglese, tanto che, nel 1425, la Francia sarà occupata per 3/4 dagli inglesi e dai Borgognoni, il regno di Francia sembrava ormai perduto, e sembrava che solo un miracolo ormai potesse risollevare la sorte dei francesi.
Una leggendaria profezia, che da anni ed anni veniva tramandata da padre in figlio recitava che un giorno la terra di Francia sarebbe stata liberata da una fanciulla che veniva dalla Lorena, e molta gente sperava nella venuta di questa fanciulla per porre fine alle loro sofferenze.
Jehanne D' Arc nacque il 6 Gennaio 1412 a Domrèmy, un villaggio della Lorena.
La sua, era una modesta famiglia di contadini, suo padre si chiamava Jacques d'Arc e sua madre Isabelle Romèe. Jehanne aveva anche tre fratelli maggiori: Jacques, Jean e Pierre ed una sorella minore di nome Catherine.
Jehanne, con la sua famiglia, che le insegnò ad essere una fanciulla ed in seguito una donna di sani principi e molto religiosa, trascorse un' infanzia serena, quando, all' età di 13 anni, mentre faceva pascolare il suo gregge vicino alla sua casa, udì per la prima volta una Voce che le parlò, lei all' inizio si spaventò, ma poi capì che la Voce veniva dal cielo: era l' arcangelo Michele, che voleva esortarla a compiere una grande impresa: liberare la Francia dagli inglesi restituendola cosi al suo legittimo sovrano, Charles VII.
Così narra la stessa Jehanne: "Ero nel tredicesimo anno della mia vita, quando Dio mandò una Voce per guidarmi. Dapprima rimasi spaventata: 'Sono una povera ragazza che non sa né guerreggiare né filare' risposi. Ma l'Angelo mi raccontò che pietà fosse il regno di Francia e mi disse: 'Verranno a te Santa Caterina e Santa Margherita. Opera come ti consigliano, perché loro sono mandate per consigliarti e guidarti e tu crederai a quanto Esse ti diranno".
In seguito sentì altre Voci, questa volta femminili, appartenenti a due Sante: Margherita d'Antiochia e Caterina d'Alessandria. Il loro messaggio era di combattere per la salvezza della patria. Alle Voci talvolta seguivano dalle apparizioni dello stesso Arcangelo e dalle due Sante, e il loro messaggio era sempre lo stesso: liberare la Francia. Jehanne resistette, per cinque anni, al richiamo delle Voci che erano sempre più precise e che continuavano sempre più insistentemente a darle indicazioni riguardo la sua missione. Jehanne si convinse che non si poteva resistere alla volontà di Dio e che la sua era una missione che doveva compiere. Allora Jehanne, durante un'apparizione, mostrò alle due Sante un anello ricevuto dal padre e dalla madre nel quale erano incisi i nomi di Gesù e di Maria. Santa Caterina e Santa Margherita toccarono l'anello e Jehanne fece voto di castità.
Dopo queste ultime Voci, Jehanne chiese aiuto allo zio Durand Laxart, ( che in realtà non era lo zio bensì il cugino, lei lo chiamava zio perché aveva quindici anni più di lei ) affinché potesse accompagnarla dal capitano comandante della guarnigione di Vaucouleurs, che egli conosceva, perché potesse arrivare fino al re. Così, nel maggio del 1428, Jehanne, ottenne dai genitori il permesso di lasciare Domrèmy per andare a Burey-le-Petit, con il pretesto di aiutare la zia Jeanne Lassois che era in attesa di un bimbo, ma, in realtà con tale pretesto iniziava la sua missione.
In un primo momento, Jehanne, su consiglio del comandante di Vaucouleurs, viene dallo "zio" rispedita a casa dai genitori, e così dovette affrontare l' ira del padre per essere in pratica fuggita dalla famiglia e dai suoi impegni con essa, ma poi Jehanne convinse i suoi genitori dell' estrema importanza della missione a cui era stata chiamata dal cielo, e con la loro benedizione ripartì alla volta di Vaucouleurs, sempre assistita da Durand Laxart.
Ci vollero ben tre tentativi da parte di Jehanne prima che le sue richieste venissero accolte dal comandante della guarnigione di Vaucouleurs, ma la convinzione e l' incrollabile fede di Jehanne alla fine ebbero la meglio, e così, dopo una lunga serie di incontri e colloqui per verificare la sua buona fede, il 7 marzo del 1429 Jehanne è ricevuta da Charles VII nel suo castello di Chinon.
Inizialmente il re era scettico, ma Jehanne riuscì a convincerlo, riconoscendolo, pur non avendolo mai visto prima, tra tutti gli altri nobili presenti a corte a cui si era mescolato proprio per vedere se la ragazza fosse veramente inviata dal cielo come diceva di essere, e così finalmente il re diede credito alle parole di Jehanne, che in seguito la pose sotto la tutela del duca di Alencon, a Tours, dove iniziarono a formare un'armata; Il 27 aprile dello stesso anno 7000 uomini condotti da Armagnac, Gaucourt, La Hire e Jehanne iniziarono a marciare alla volta di Orlèans. Il giorno successivo La Hire, Jehanne e duecento uomini attraversano, all'altezza di Reully, il fiume che si estende fiancheggiando Orlèans, ed entrano in città eludendo con scaltrezza le difese inglesi, mentre il resto dell' esercito si fermò dall' altra parte del fiume per contrastare l' esercito nemico.
Orleans era l' unica città importante che era ancora sotto il dominio di Charles VII, e stava per cadere in mano agli inglesi, ormai stremata da un lungo assedio da parte di quest' ultimi.
Jehanne era acclamata dalle genti dei villaggi e dai soldati francesi ai quali aveva infiammato l'animo e ridato la speranza di una Francia libera dal nemico, indossava un' armatura bianca, era in sella ad un bianco destriero e teneva in mano uno stendardo.
Lo stendardo di Jehanne era bianco, sul quale erano impressi i nomi di Gesù e di Maria, e vi era raffigurato Dio nell'atto di benedire un fiordaliso, che era lo stemma reale francese. Jehanne dimostrò da subito una straordinaria abilità militare, ma questo non voleva dire che avesse un aspetto e un carattere mascolino, anzi, uno storico francese la descrive così: " Bella, alta e forte; ha una fisionomia graziosa e gioviale, una voce dolce ed un'apparenza modesta". Anche se sull'altezza vi sono dei dubbi visto che alcune fonti citano un' altezza di 150 cm circa.
Jehanne, riuscì anche nell' impresa di risanare l'esercito francese: lo fece imponendosi sui comandanti e facendosi amare e rispettare dai soldati. Era da tutti considerata un genio militare e un' abilissima stratega. Aveva perfino portato l'esercito a rinunciare a portarsi dietro le prostitute, a non ubriacarsi ed a pregare. Il suo unico scopo era quello di guidare l' esercito francese verso la totale vittoria sugli inglesi.
Liberata trionfalmente la città di Orleans dall' assedio del tiranno inglese, Jehanne ricevette dal popolo grandi onori ed il soprannome con cui ancora oggi è universalmente conosciuta, ovvero "La pulzella d' Orleans".
Nel mese di maggio Jehanne e il suo esercito decisero di attaccare anche le fortezze inglesi delle Tourelles e di St.Augustins, le quali vennero completamente distrutte, causando così la ritirata degli inglesi, che in seguito abbandonano anche le ultime fortezze ancora in loro possesso.
In giugno, Jehanne insieme al duca di Alencon, affrontano e sconfiggono duramente ancora una volta gli inglesi a Patay.
In seguito, il 17 luglio 1429, dopo il trionfale arrivo nella città di Reims dell' esercito francese guidato da Jehanne, Charles VII viene finalmente consacrato Re di Francia dall'arcivescovo Regnault nella cattedrale della città, il re conferisce a Jehanne il cognome nobiliare "Du Lys", ed inoltre ottiene la franchigia, cioè l' esonero dal pagamento delle tasse, del paese di Domrèmy, unica cosa richiesta da Jehanne per i suoi servigi.
Il momento tanto atteso da Jehanne, che vedeva così realizzata la sua missione era finalmente arrivato: la Francia aveva di nuovo un vero ed indiscusso re ufficialmente consacrato, un popolo ottimista e fiducioso pronto a liberare definitivamente la propria nazione dagli inglesi, tanto che Jehanne pensò che forse ormai era giunto il momento di tornare al suo paese natale, ma le Voci, la convinsero che la sua missione non era ancora terminata, che doveva ancora combattere. Cinque giorni più tardi, il Re e la sua armata decidono di partire per andare a liberare quelle città che erano ancora sotto la dominazione inglese e arrivare poi a Parigi, ma a questo punto, Charles VII, dimostrando così una mostruosa ingratitudine, inizia ad abbandonare al suo destino colei che l' aveva fatto arrivare al trono di Francia, forse per timore che la fama di Jehanne offuscasse la sua, o forse perché era geloso di lei e temeva che Jehanne avesse troppa influenza sul popolo, sui nobili e sull' esercito che la amavano sempre di più, fatto sta che inizia a toglierle sempre più soldati e mezzi, ed inizia a fare accordi all' insaputa di Jehanne con gli inglesi ed i borgognoni, nell' errata convinzione di poter così negoziare il ritiro degli inglesi dal suolo francese.
Ma Jehanne, forte della sua fede e delle sue convinzioni, continua imperterrita la sua missione di liberazione della Francia assieme a pochi uomini e ai generali rimasti a lei fedeli, riportando ancora diverse vittorie.
E' il maggio del 1430, quando Jehanne, marciando verso Margny viene attaccata da sinistra dai borgognoni e da destra dagli inglesi; qui viene ferita e fatta prigioniera.
Dopo sei mesi di reclusione nel castello di Beaulieu, nel mese di novembre, Jehanne fu venduta dai borgognoni agli inglesi per diecimila scudi d'oro. Il Re di Francia, dimostrando ancora una volta meschinità ed ingratitudine, non mosse un solo dito per liberare Jehanne e salvarla così da morte certa.
Nel febbraio del 1431 Jehanne viene condotta davanti al tribunale dell' inquisizione, venne istituito un processo - farsa che la accusava di eresia e stregoneria. Il vescovo Pierre Cauchon decise che, prima di ucciderla, era meglio eliminare per sempre l'aura solenne della quale ormai Jehanne era rivestita, pena l'eventualità che il popolo sarebbe insorto in sua difesa, dato che era pur sempre l'eroina che aveva liberato Orlèans e permesso l'icoronazione di Charles VII. Quindi il processo fu istituito sotto la protezione dell'università di Parigi, che era complice dell'Inghilterra, e durante il processo Jehanne diede più volte prova di una intelligenza, sapienza e saggezza soprannaturali nell' eludere e superare le domande ingannevoli e tendenziose dello stesso Cauchon e di Jean Beaupère, altro inquisitore, col risultato che quest' ultimi non riuscirono mai nel loro intento di farla cadere in contraddizione o di farle dire qualcosa che avesse potuto incriminarla per blasfemia o altro. Come del resto ben sapevano fin dall' inizio, non avevano certo a che fare con una pazza, sprovveduta ed incolta contadinella, come invece volevano farla passare agli occhi del popolo.
Prima che il processo si concludesse, fu chiesto a Jehanne di ricusare tutte le sue azioni passate, compreso il fatto di non indossare più abiti maschili, altrimenti sarebbe stata condannata al rogo.
Alla fine, Jehanne, stanca e plagiata, sottoscrisse un documento in cui accettava le condizioni imposte dal tribunale e venne condannata "solo" alla prigione a vita, ma prima dell'emissione di tale verdetto, gli inglesi, che la volevano morta ad ogni costo, con l' aiuto degli ecclesiasti ricorsero ad un' ignobile, meschino stratagemma per farla accusare di non aver rispettato le condizioni che aveva sottoscritto, e cioè sostituirono gli indumenti di Jehanne, lasciandola la notte prima svestita nella sua cella, e quindi obbligandola la mattina dopo ad indossare il costume da soldato che le avevano lasciato al posto del suo vestito, rendendola in tal modo colpevole di essere recidiva e di aver rinnegato l' accordo stipulato in precedenza, e questo la portò ad essere bruciata viva all' alba del 30 maggio 1431 nella piazza del mercato vecchio di Rouen.
Prima di spirare arsa dalle fiamme, Jehanne gridò per tre volte a voce alta il nome di Gesù, e fu allora che un nobile inglese, John Tressart, uno dei segretari del re d' Inghilterra, gridò: "Siamo tutti perduti, abbiamo bruciato una Santa!"
Le ceneri ed il cuore di Jehanne, rimasto miracolosamente incombusto, furono poi gettati da un ponte nelle acque della Senna.
La morte di Jehanne infiammò ulteriormente il cuore del popolo e dell'esercito francese, che proseguirono con rinnovato vigore la lotta per la liberazione della Francia, e così circa vent' anni dopo, la Francia fu completamente libera dagli inglesi, e la guerra dei cent'anni finalmente terminò.
Su richiesta di Charles VII e dei famigliari di Jehanne, nel 1455 Papa Calisto III ordinò una totale revisione del processo che si svolse rianalizzando nuovamente tutti i documenti ed interrogando nuovamente tutti i testimoni che erano ancora in vita.
Nel gennaio del 1456, il nuovo processo annullò la precedente sentenza di condanna e si concluse con la piena assoluzione e riabilitazione di Jehanne D'Arc.
Nel 1909, a più di 500 anni dalla sua morte, Jehanne venne Beatificata da Pio X, e nel 1920 il Papa Benedetto XV la elesse Santa, fu dichiarata patrona di Francia e protettrice delle città di Orleans e Rouen, ed i francesi istituirono in sua memoria una festa nazionale, che ricorre il 30 di maggio di ogni anno.