Tales of the sea ha una struttura musicale alquanto complessa: infatti, per sviluppare nel modo più efficace dal punto di vista descrittivo i temi trattati nell' album, la composizione dei brani coinvolge diversi generi musicali, ovvero new age elettronica, musica sperimentale elettronica, sperimentale - contemporanea, e musica classica, realizzando un' insieme molto armonioso ed omogeneo.
All' ascolto, l' album, pur risultando piacevolmente scorrevole seppure abbia una durata di 78 minuti, richiede un certo impegno nei suoi passaggi più complessi ed elaborati, alcuni brani sono più "immediati", altri invece richiedono diversi ascolti prima di poter essere apprezzati completamente.
Il brano di apertura, Tales of the sea, che da' anche il titolo all' album, è la composizione più complessa dell' intero album, è un lungo brano di musica sperimentale contemporanea dalla struttura armonica molto ardita e "verticale", che esplica molto efficacemente la funzione di introdurre l' ascoltatore nell' atmosfera intima, romantica ed emozionale che pervade l' intero lavoro, in un' insieme di suoni creati ed eseguiti con una decina di sintetizzatori diversi tra loro, su di una struttura di base costruita su di un lungo giro armonico continuo, che si intreccia e si fonde assieme ai suoni sopra menzionati, creando un' insieme realmente molto intimo e suggestivo, che descrive in modo efficace l' atmosfera misteriosa delle antiche leggende marinare.
Il secondo brano, The maid and the sea, è in sostanza un mio arrangiamento e una mia personale interpretazione del "Preludio in do minore" di J. S. Bach, un brano caratterizzato da un' atmosfera molto romantica, che descrive l' immagine poetica di una fanciulla che, seduta in riva al mare, sogna malinconica ammirando un bellissimo, suggestivo tramonto.
Il terzo brano, The polar song, è una composizione new age elettronica di stile abbastanza classico,
in effetti le sue sonorità possono far tornare alla mente certi lavori dei Tangerine Dream, ma comunque, ve l' assicuro, pur essendo da sempre un grande estimatore di questo gruppo, la cosa è del tutto casuale ed involontaria.
Il brano, come si evince dal titolo, evoca le atmosfere polari, le inospitali distese ghiacciate e sconfinate dei poli, e che, malgrado il loro clima estremo, ospitano moltissime forme di vita.
Il brano successivo, Involution, un lungo brano di musica sperimentale che si evolve in un finale dalle sonorità new age allo stesso tempo drammatiche e malinconiche, ha come tema il degrado ambientale portato dall' uomo all' ambiente marino, è un brano profondo e altamente evocativo, dalle sonorità analogiche potenti, ma oscure, misteriose.
Vertical limits, invece, si pone come tema i tentativi fatti dall' uomo di conquistare le profondità marine, gli abissi inesplorati, e dei "limiti verticali" che tali profondità rappresentano per gli esseri umani, mentre non lo sono affatto per le altre specie che vivono in tali ambienti.
Il brano è una felice unione di sonorità analogiche sperimentali con delle le parti create con sintetizzatori digitali come il Korg Wavestation, ed ha una struttura temporale piuttosto articolata, con vari rovesciamenti di tempo e battimenti temporali sulla linea di base ( intersecazione di più tempi diversi ), e pur nella sua complessità, il tutto risulta affascinante e scorrevole all' ascolto, pur non essendo certamente un brano immediato, infatti può richiedere diversi ascolti prima di poter essere compreso in toto.
Dopo le acrobazie temporali e strutturali di Vertical limits, arrriviamo al sesto brano, ovvero Cetacean's dream: come recita lo stesso titolo, Sogno del cetaceo, il brano ci accompagna con le sue sonorità particolari dense di misteriosa atmosfera, dentro il sogno notturno di un cetaceo, il tema principale del brano di musica sperimentale in oggetto è stato sviluppato utilizzando l' RGC z3ta, creando dei suoni che ricordano molto da vicino il classico canto delle balene, ed il risultato è stato un brano veramente molto suggestivo ed originale.
The sirens, settimo brano dell' album, dedicato alle sirene, le seducenti creature del mare metà donna e metà pesce, di cui narrano tantissime leggende, è una composizione new age piuttosto particolare, le sonorità seducenti e malinconiche, vari suoni di archi e pianoforte, intrecciati a bellissimi cori sintetici femminili creati col Korg M1, ad un certo punto, grazie a delle particolari asincronie sul tempo di base volutamente inserite e ai particolari intrecci sui cori, diventano perfino sconsolate e commoventi, come commovente e singolare è il maestoso finale del brano, che si apre improvviso dalle tonalità in minore e termina sfumando lentamente.
Ed arriviamo così al brano che chiude l' album, Au clair de lune, una mia personale interpretazione al piano e al mini moog della "Suonata al chiaro di luna" di Claude Debussy ( 1862 - 1918 ), compositore che ho sempre amato per le sue bellissime composizioni per pianoforte, come appunto questa
"Al chiaro di luna", che materializza in un modo fantastico la romantica ed affascinante atmosfera del mare di notte illuminato dalla luna, un' immagine che fa sognare ogni cuore.
Diego Benetti