DIEGO BENETTI  

VITA, PASSIONE E MORTE   DI ROSANIA
N° catalogo: DBHRS - DBCD 0003
La triste vicenda di Rosania, la giovane castellana della rocca di Cagnano, che è stata murata viva per adulterio nel 1258 dal marito, tale Pietro da Cagnano, ha ispirato questo mio lavoro, che vuol essere un gentile omaggio a questa dolce e sfortunata donna, che, a causa del grande amore per colui che, sfortunatamente, non ha potuto a suo tempo essere suo sposo, ha subito tale atroce supplizio, ed al suo spirito, che pare ancora vaghi tra le stanze e nei luoghi che furono teatro dell' intera vicenda.

                                                                                     

Lancillotto Bracciforte, uno dei giovani capitani d' arme del marchese Pallavicino, signore di Piacenza, molto stimato per il suo valore, ebbe l'ordine dal suo signore di espugnare la Rocca di Cagnano, tenuta da Pietro di Cagnano, che ne aveva avuto l'investitura dal rettore della cattedrale di Piacenza. Lancillotto con i suoi armati partì alla volta del castello e, malgrado la disperata difesa degli assediati, riuscì a conquistarlo. Mentre il prode capitano si dirigeva verso la rocca, il ponte elevato si abbassò lentamente e dal portone uscì, seguita da alcune ancelle, una bella dama, che, fattasi incontro al cavaliere vittorioso, si inchinò davanti a lui chiedendo pietà per lei e i suoi familiari. Lancillotto colpito dalla grazia della dama, saltò dall'arcione per cavallerescamente rialzarla. Quale non fu il suo stupore nel riconoscere in lei la bella Rosania che alcuni anni prima aveva amato e che non aveva potuto fare sua sposa perchè avversato dai familiari di lei di parte guelfa! Rosania da alcuni mesi era andata sposa a Pietro Cagnano, che, dopo poco, si era dovuto portare in Val Ceno a difendere certi suoi possedimenti che gli erano stati strappati dai Lusardi. Per questo il signore di Cagnano non era stato presente alla battaglia e la conquista del castello era stata relativamente facile. Il rivedersi dei due giovani innamorati indusse Rosania a mancare ai suoi doveri di sposa; ma la vecchia fantesca Verzuvia scoprì la tresca e si ripromise di vendicarsi della bella Rosania, che non poteva soffrire. Il mattino seguente Lancillotto tornò in città con i suoi soldati, pochi prigionieri e uno scarso bottino. Rosania lo vide partire con grande angoscia, presagendo molte sventure. Il giorno di poi Pietro, avvertito da un messo partito dalla rocca prima dello scontro, tornò rapidamente al castello e gli fu facile riprenderlo uccidendo la scorta ghibellina, lasciata da Lancillotto. Qualche tempo dopo Verzuvia informò il suo signore della tresca fra Rosania e Lancillotto. Pietrone, offeso e addolorato, ideò una terribile vendetta. Infatti, con il pretesto di costruire un nascondiglio sicuro in caso di nuovi assalti, fece scavare nella roccia viva, sotto le fondamenta del castello un vano, la cui entrata doveva essere chiusa da pietrame e roccia tranne una piccola porta d'accesso ferrata. Ultimati i lavori, Pietrone da Cagnano, con una scusa, trasferì i suoi armati e il personale di servizio in altri castelli; alla Rocca erano rimasti il castellano, Verzuvia, Ceccone da Groppo, sicario fedelissimo del Cagnano e Rosania, che assisteva con sospetto a ciò che stava succedendo.
Pietrone volle che la sposa cenasse con lui e mettesse il bell'abito di raso bianco con cui era andata incontro a Lancillotto. A fine cena, fece portare un piccolo orcio di vin santo in cui aveva fatto disciogliere del sonnifero e gliene somministrò due tazze. Poco dopo la bella Rosania cadde in un sonno profondo. Ceccone da Groppo la prese e la portò nella famosa camera scavata nella roccia; quindi con il suo signore accatastò contro l'apertura ferrata macigni e terriccio sì da far scomparire ogni traccia dell ingresso. Sulla porticina Pietrone aveva scritto:
"Maledizione a chi questa porta aprirà e di Rosania pietade avrà".
Svegliati i valletti, sellati i cavalli in piena notte, Pietrone e la sua scorta si diressero verso i monti. A chi gli chiedeva di Rosania egli rispondeva che ella era partita con Verzuvia ed era andata dai suoi familiari. Nel castello rimase solo il vecchio custode, il quale in seguito affermò che dalle forre del Vezzeno saliva una voce lamentosa di pianto e invocazioni, che poi si spegneva e spergiurava che quella era l'anima della vecchia Verzuvia, qualche giorno dopo l'infausta partenza, era stata trovata sfracellata in fondo al Vezzeno, e pare anche con un pugnale nel cuore. Una tradizione popolare diceva che nelle notti tempestose e di vento dalle rocce sotto il castello saliva il lugubre lamento della bella Rosania e in qualche sera di plenilunio si vedeva vagare nella pineta una eterea figura, che svaniva e si perdeva nei riflessi argentei della luna nella chiare acque del Vezzeno: era il fantasma di Rosania che invocava il bel Lancillotto.

(  Fonte: "Il Folklore piacentino" di C. Artocchini - TEP 1971 )
LA VICENDA STORICA
IL CONCEPT - ALBUM
Nel corso dei secoli, i fatti realmente accaduti spesso assumono i contorni della leggenda, e quindi possono assumere, nel tempo, varie forme ed interpretazioni: questo racconto della vicenda di Rosania, è, a mio avviso, quello che forse riporta più fedelmente la cronaca dei fatti accaduti in quel lontanissimo 1258.
La camera scavata nella roccia è ancora oggi rimasta inviolata, e quindi contiene ancora le spoglie mortali dell' infelice Rosania.
                                                                                                                                       
                                                                                                                         
Il lavoro musicale si sviluppa attraverso 15  brani che intendono descrivere in musica l' intera vicenda storica, i sentimenti e gli stati d' animo della protagonista, e le ambientazioni in cui si è svolto il dramma.
L' opera è una piacevole fusione tra moderno e antico, tra passato e presente, tra musica medioevale e musica contemporanea: infatti, la maggior parte dei brani sono dei brani di musica medioevale e rinascimentale di vari autori del XIV°- XV°- XVI°  secolo, da me riarrangiati e felicemente adattati alle sonorità dei sintetizzatori, adottando in molti casi sonorità di tipo analogico, che amo particolarmente.
Brani che si affiancano altrettanto felicemente con gli altri brani da me interamente composti, formando l' intera opera, unendosi in un' insieme molto armonioso e decisamente suggestivo.
Non mancano due brani di musica sperimentale elettronica ( " Il muro " e " La morte " ) che con le loro particolari sonorità analogiche, oscure e sinistre, descrivono in maniera molto efficace la drammaticità dei due tragici eventi.
Tutta l' opera è permeata di un suggestivo senso di antico mistero, di un bellissimo velo di calore antico che sicuramente toccherà dolcemente le corde dell' anima di chi saprà ascoltare con la necessaria attenzione e concentrazione questo mio, modestamente, piccolo capolavoro.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 Diego Benetti.


 1 - Indietro nel tempo                                  
 2 - 1258 *                                                      
 3 - Rosania *                                
 4 - La rocca di Cagnano *                          
 5 - La corte *                                                
 6 - Le nozze                                                  
 7 - La  festa  nuziale *                                    
 8 - Rosania pensa al suo amore *              
 9 - L' amore proibito *                                
10 - L' ultima  notte  d' amore                      
11 - Il muro                                                      
12 - L' ultimo pensiero                                  
13 - La morte                                                  
14 - Epilogo: L' anima di Rosania              
15 - Pavane per Rosania *                          

Durata totale:                                              
5:23
0:37
3:38
3:14
6:06
3:30
1:02
2:07
5:12
6:44
3:27
2:23
2:21
3:10
5:21

55:44
Diego Benetti - Vita, passione e morte di Rosania
* Brani riarrangiati su musiche di autori vari del XIV°- XV°- XVI° secolo.
P  &  C  2004 - Diego Benetti - Tutti i diritti riservati.
Registrato al DB home recording studio nel Marzo 2004.
Brani composti, arrangiati, riarrangiati ed eseguiti da DIEGO BENETTI.
Tecnico del suono e programmazione tastiere: DIEGO BENETTI.
DIEGO BENETTI suona: Korg T3, Yamaha DX7, RGC Triangle II, N.I. FM7, Waldorf PPG 2.
A D D
Brani di quest' opera scaricabili gratuitamente:
Copyright 2004 - 2007 - Diego Benetti - Tutti i diritti riservati.
Copyright 2004 - 2007 - Diego Benetti - All rights reserved.
Tutto il materiale fotografico, audio e video contenuto in questo sito è di proprietà esclusiva di Diego Benetti, ed è tutelato dalle leggi internazionali sul copyright.
All the music, video and photographic material found in this site is exclusive property of Diego Benetti, and is covered of international copyright laws.
Durata: 3' 38''  -  2,50 Mb
Durata: 3' 27''  -  2,37 Mb
Durata: 3' 10''  -  2,18 Mb
Nota: Se cliccando sul pulsante
la pagina non si apre, disattivare
il blocco finestre pop-out
di Internet Explorer.
Ecco una piccola selezione di brani in formato mp3 tratti da Vita, passione e morte di Rosania che potete scaricare gratuitamente per vostro esclusivo ascolto personale. Si tenga presente che la qualità audio di questi files non rispecchia assolutamente l' elevata qualità audio dei brani del CD originale.
Si ricorda inoltre che l' intera opera, e quindi anche i brani scaricabili sopra citati sono coperti da diritto di autore, e sono quindi protetti dalle leggi internazionali sul copyright.

ROSANIA
IL MURO
EPILOGO: L' ANIMA DI ROSANIA